Il blog sulla campagna di Russia

Varvàrovka alzo zero

Ottobono Terzi

Varvàrovka alzo zero

Memoriale di Ottobono Terzi, Varvarowka alzo zero ebbe ampia diffusione (1963–74). Non è un vero diario ma rielaborazione di ricordi. Racconta Don e Ritirata, Varvarowka e Nikolajevka. Temi: onore militare, antitedeschi, civili, mito reducista.

Copertina edizione 1

Casa Editrice Longanesi
Anno di pubblicazione 1974
Numero pagine 342
Luogo di pubblicazione Milano
Curatore Eventuale Curatore
Genere Memorialistica
Reparti Cavalleria
Nomi citati Mario Rossi, Mauro Bianchi, Giovanni Bellini, Maria Rosaria Bianchi
Città citate Città 1, Città due, Città Tre, Città Quattro, Città Cinque, Città Sei
Consigliato

Di Luca Prosperi

Il conte Ottobono Terzi, sottotenente del Reggimento di Artiglieria a Cavallo, nel maggio del 1963 dà alle stampe per l’editore Vannini di Brescia uno dei titoli più noti della memorialistica di Russia: Varvarowka alzo zero. Nel 1964 seguirà una ristampa sempre con lo stesso editore, e quindi nel 1970 Longanesi pubblica il testo nella collana Il Cammeo per farla poi transitare nel 1974 con i più economici e venduti Pocket. E’ quindi un libro che ha avuto una buona diffusione.

L’edizione del 1970 è corredata anche da fotografie, con una copertina più gradevole seppur sbagliata. L’iconografia delle altre copertine non è molto originale, con disegni di carri armati russi o fanti o cavalli in generica ritirata nella neve, mentre l’edizione del 1970 ha degli uomini con delle uniformi improbabili e dei berretti che somigliano a quelli russi attorno ad un cannone. E infatti nel retro copertina si spiega che è una illustrazione sovietica. Ingannatorio è anche il sottotitolo ‘diario di un ufficiale italiano in Russia’, visto che non è stato scritto quotidianamente come un vero diario ma per stessa ammissione di Terzi si tratta di una rielaborazione successiva di appunti e ricordi.

L’Autore, che fece parte dei rincalzi arrivati nel dicembre 1942 sulle zone di operazioni, racconta nelle prime 60 pagine viaggio e fronte del Don, poi si dedica alla Ritirata per oltre 120 e chiude con il ritorno in patria e la sua permanenza negli ospedali militari. Il testo prosegue con le note e molti stralci di relazioni di ufficiali reduci scritte dopo il rientro in Italia, oltre che lettere, testimonianze, elenco nomi e località, e altre notizie.

I temi che caratterizzano il libro sono almeno cinque: 1) una strenua difesa dell’onore militare del soldato italiano; 2) un forte sentimento antitedesco; 3) i positivi rapporti con la ‘buona’ popolazione ucraina o russa; 4) il mito reducista; 5) la presenza dei partigiani.

Al centro della narrazione della Ritirata c’è l’episodio di Varvarowka durante il quale il Reggimento fu praticamente distrutto, e la battaglia di Nikolajevka alla quale l’autore fu presente dopo che i resti della sua colonna si congiunsero con la Tridentina

Tra le curiosità del libro ci sono la forte presenza della nobiltà tra i gradi superiori, l’apprezzamento per il valore degli alpini, il racconto della Ritirata come una frantumazione caotica di sbandati, colonne e gruppi, l’assoluta assenza di comenti politici o citazioni del fascismo come di Mussolini.

Località citate: Rossosch, Popovka, Saposnikova, Podgornoe, Postojali, Niva Harkova, Krassovka, Seljakino, Varvarowka, Kupjanka, Bolshikoj, Nikitovka, Arnautovo,mNikolajevka, Sebekino, Harkov, Brest Litovsk, Novy Mesto, Rosenheim, Brennero, Verona, Milano.