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L’uomo comune, un alibi autoassolutorio
Attilio Frescura, intellettuale fascista di seconda linea, racconta la Russia come uomo “comune”. Il suo diario rivela consenso diffuso, antisemitismo, mito dell’italiano buono e un alibi morale che normalizza violenza, guerra e obbedienza quotidiana.
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I cappellani: combattenti o servitori di Dio? – contenuto ai
Durante la campagna di Russia, i cappellani dell’ARMIR operarono sul Don tra fede e guerra: confortarono i soldati sotto il fuoco, condivisero fame e gelo, talvolta combatterono per salvare vite, lasciando un’eredità umana controversa ma profonda.
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Davai! Le marce della fame e del gelo – fake
Tra il gennaio e il marzo del 1943, dopo lo sfondamento sovietico lungo il fronte del Don, decine di migliaia di soldati italiani dell’ARMIR furono catturati e costretti a marciare per centinaia di chilometri verso l’ignoto.…
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Cesco Tomaselli
Nel racconto del fronte russo la sconfitta diventa epopea: cronaca filtrata dai comandi, eroismo alpino, fede e sacrificio piegano la memoria, assolvono responsabilità e offrono al Paese una versione accettabile della catastrofe.
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Agostino Bonadeo
Cappellano militare in Russia con il 3° bersaglieri, con il suo libro di memorie sulla Russia è il terzo in ordine di tempo apparso scritto dai cappellani militari.
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Aldo Del Monte: “Io sono un sacerdote entusiasta”
Aldo Del Monte, 27 anni quando partecipò alla campagna di Russia. Divenne vescovo titolare ad Acqui e Novara per 18 anni, partecipò attivamente al Concilio Vaticano II.

